
Molti imprenditori e liberi professionisti si trovano spesso in situazioni simili: un cliente chiede qualcosa all’ultimo momento, un collaboratore ha bisogno di un favore, arriva una richiesta in più rispetto a quanto era stato concordato. In questi casi la risposta più spontanea è quasi sempre la stessa: “Sì, certo, vediamo cosa posso fare.”
Non sempre questo succede perché si ha davvero il tempo o le energie per occuparsene. Molto più spesso accade perché dire di no sembra poco professionale, oppure perché si teme di rovinare la relazione con il cliente o di dare l’impressione di essere poco disponibili. Così, quasi senza accorgersene, molti professionisti finiscono per accettare più richieste di quante possano gestire con serenità.
È proprio in situazioni come queste che entra in gioco il tema dell’assertività.
L’assertività viene spesso fraintesa, alcune persone pensano che significhi imporsi sugli altri o diventare rigidi e inflessibili, come se fosse una forma elegante di aggressività. In realtà è qualcosa di molto più semplice e molto più equilibrato, essere assertivi infatti significa riuscire a esprimere i propri bisogni, i propri limiti e il proprio punto di vista in modo chiaro e rispettoso, senza prevaricare l’altro ma senza nemmeno mettere continuamente da parte se stessi.
Non si tratta di diventare aggressivi o di essere compiacenti, l’assertività è una forma di equilibrio nelle relazioni.
Quando questa capacità manca, spesso succede qualcosa di piuttosto prevedibile. Si accettano troppe richieste, il lavoro si accumula, le giornate diventano sempre più piene e la sensazione di pressione aumenta. A quel punto può comparire un certo livello di irritazione verso clienti o collaboratori, anche se in fondo il problema non è tanto ciò che gli altri chiedono, quanto il fatto di aver detto troppi sì senza fermarsi a valutare davvero la situazione.
Qui emerge un piccolo paradosso che vale la pena osservare: molti professionisti pensano che una relazione si possa incrinare nel momento in cui si dice di no. In realtà, molto spesso accade il contrario. Le relazioni iniziano a deteriorarsi quando si accumula una frustrazione silenziosa che prima o poi finisce per emergere nel tono della voce, nelle risposte o nell’atteggiamento.
Allenare l’assertività non significa imparare a dire sempre di no. Significa piuttosto imparare a rispondere in modo più consapevole, prendendosi qualche secondo prima di reagire automaticamente.
Un piccolo esercizio può aiutare a sviluppare questa abilità nella vita quotidiana. La prossima volta che ricevi una richiesta che ti mette in difficoltà, prova semplicemente a fermarti un momento prima di rispondere e a immaginare tre possibili risposte.
La prima è la risposta compiacente, quella che molte persone danno in automatico: “Va bene, ci provo.”
La seconda è la risposta aggressiva, che chiude la relazione in modo brusco: “No, non posso farlo.”
La terza è la risposta assertiva, quella che prova a tenere insieme entrambe le esigenze: “In questo momento non riesco a prenderlo in carico, ma posso occuparmene la prossima settimana.”
L’obiettivo non è trovare la risposta perfetta, ma allenarsi a individuare una modalità di comunicazione che tenga conto sia dei propri limiti sia della relazione con l’altra persona.
Essere professionali non significa essere sempre disponibili, significa piuttosto costruire relazioni chiare, sostenibili e basate su aspettative realistiche. In molti casi, una comunicazione più semplice e più trasparente migliora la qualità delle relazioni molto più di un sì detto per abitudine.