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“Un minuto di presenza: un piccolo esercizio di mindfulness per ritrovare il contatto con sé”

Viviamo immersi in un flusso continuo di stimoli, impegni e pensieri, la mente corre avanti e indietro tra ciò che è già accaduto e ciò che deve ancora avvenire, mentre il corpo resta spesso sullo sfondo, quasi dimenticato. In questo scenario, la mindfulness non è una tecnica per “svuotare la mente”, ma un invito gentile a tornare al momento presente, così com’è.

La mindfulness, infatti, ci permette di portare attenzione intenzionale e non giudicante all’esperienza del qui e ora. È una competenza che si allena, un passo alla volta, anche attraverso esercizi brevi. Non servono condizioni ideali: a volte è sufficiente qualche minuto per creare una piccola interruzione automatica e ristabilire un contatto più autentico con sé stessi.

In questo articolo propongo un esercizio semplice e accessibile, adatto anche a chi si avvicina per la prima volta alla pratica.

La mindfulness, non è qualcosa di “molto Impegnativo” o “troppo difficile”. In realtà, la pratica ha un grande valore psicologico:

  • è semplice da integrare nella quotidianità
  • riduce la pressione del “dover fare bene”
  • a costanza, favorisce la continuità, che è uno degli elementi chiave del cambiamento

Un esercizio di pochi minuti non risolve tutto, ma può diventare un’ancora: un punto di riferimento a cui tornare quando ci sentiamo sopraffatti o disconnessi.

L’esercizio: un minuto di presenza consapevole

È possibile praticare questo esercizio in qualsiasi momento della giornata: al mattino, durante una pausa, prima di dormire o anche in uno spazio di transizione, come prima di una riunione o dopo una giornata intensa. Prenditi un momento per te:

1- Scegli di fermarti intenzionalmente per un minuto, se puoi, interrompi ciò che stai facendo. Assumi una posizione comoda, seduto o in piedi, non è necessario chiudere gli occhi: fallo solo se ti fa sentire a tuo agio.

2- Nota il respiro così com’è, senza modificarlo, segui l’aria che entra e che esce dal corpo, puoi concentrarti sulle narici, sul petto o sull’addome. Se la mente si distrae (succederà), limitati a riconoscerlo e riporta gentilmente l’attenzione al respiro.

3- Chiediti: “Che sensazioni ci sono in questo momento?”
Forse tensione, calore, leggerezza, stanchezza, non c’è nulla da cambiare, l’obiettivo è osservare, non correggere.

4- Se emergono pensieri o emozioni, prova a notarli come eventi mentali, senza giudicarli come giusti o sbagliati, puoi dirti mentalmente: “Ecco un pensiero”, oppure, “Ecco un’emozione”.

5- Prima di riprendere la tua attività, fai un piccolo gesto intenzionale: ad esempio, un respiro più profondo, un allungamento, o una frase gentile rivolta a te stesso, finito l’esercizio riprendi la tua attività.

Questo esercizio non ha lo scopo di rilassare a tutti i costi o di eliminare lo stress, a volte potresti sentirti più calmo, altre volte semplicemente più consapevole di quanto sei agitato, entrambe le esperienze sono valide. La mindfulness non cambia immediatamente ciò che proviamo, ma ci aiuta a trasformare il modo in cui ci relazioniamo alla nostra esperienza interna. Ed è proprio questo cambio di relazione che, nel tempo, può avere effetti profondi sul benessere psicologico.

 

Un invito alla pratica

Se lo desideri, prova questo esercizio una volta al giorno per una settimana. Non come un obbligo, ma come un esperimento. Osserva cosa cambia, anche in modo sottile: nel ritmo della giornata, nella qualità dell’attenzione, nel dialogo con te stesso.

A volte, un solo minuto di presenza può fare più differenza di quanto immagini.

 

 

 


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